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Cos'è l'Omeopatia

-NASCITA E LEGGI DELL’OMEOPATIA:

Nel 1810 un medico tedesco di nome Christian Freidrich Samuel Hahnemann pubblicò per la prima volta il testo fondamentale che avrebbe guidato gli omeopati di tutto il mondo sino ad oggi: L’ “Organon dell’arte del guarire”, un testo suddiviso in circa 300 paragrafi che elenca con minuzia le leggi sulle quali si regge la “medicina del simile”.

Il testo ha subito numerose modifiche e ristampe nel corso dei decenni successivi, sino alla pubblicazione postuma, nel 1921 (Hahnemann morì nel 1843), della sesta edizione.

Da allora le leggi dell’omeopatia si sono dimostrate, quando ben comprese ed applicate, molto preziose per riportare quella che Hahnemann definì “La Forza Vitale”, ovvero l’energia sottile che regola e tiene in vita il nostro organismo, in equilibrio.

Di seguito ne vediamo alcune che aiutano a comprendere il pensiero e la base della pratica:

– IL SIMILE CURA IL SIMILE:

“Similia Similibus Curentur”, ovvero il simile cura il simile.

Non a caso si chiama Omeo-patia; ecco il concetto di “simile che cura il simile”.

In Omeopatia si utilizzano rimedi realizzati partendo da una sostanza appartenente al regno animale, minerale o vegetale.

Queste sostanze vengono preparate attraverso un procedimento di altissima diluizione e di dinamizzazione, un procedimento in cui la bottiglia contenente il rimedio in forma liquida viene succusso in maniera particolare ad ogni diluizione successiva.

Si arriva così ad avere un preparato che non ha nulla a che fare con la sostanza di partenza, in quanto enormemente diluita.  Ciò che rimane è invece la capacità di quella sostanza, o meglio della sua “energia”, di influenzare la nostra energia… quella che l’omeopatia definisce la Forza Vitale, la forza sottile che tiene in vita ognuno di noi .

Ogni rimedio omeopatico è stato studiato e documentato nel corso di questi 200 anni ed è soggetto a continui approfondimenti: l’abilità dell’omeopata sta nel trovare il rimedio adatto alla persona che ha di fronte, quello appunto più simile: più Omeo-patico. Per fare questo, egli dovrà tenere in considerazione non soltanto i disturbi fisici ma anche le modalità di adattamento all’ambiente di questa persona: come vive la sua vita? cosa le piace mangiare? Quali sono i suoi sogni? Quali sono i suoi desideri o i timori?

La Forza Vitale è sensibile a numerosissimi fattori: shock, traumi, sostanze chimiche, pensieri insistenti e molto altro. Per questo, come è noto, l’omeopata pone al centro della sua pratica il colloquio prima di scegliere il rimedio che ritiene più corretto.

L’omeopata impara a leggere le modalità e  l’intensità con le quali la Forza Vitale si manifesta e a scegliere di conseguenza il rimedio più consono e le diluizioni omeopatiche ottimali da somministrare.

Attraverso una stimolazione della Forza Vitale, il nostro organismo è poi in grado, secondo tempi e variabili individuali, di riportare da solo l’equilibrio laddove è richiesto.

In genere, per disturbi cronici, le sedute hanno cadenza mensile/bimestrale sino a quando la persona e il terapista lo ritengono necessario.

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