INTERVISTA ALL’ORTOTTISTA: contrasto Bianco e Nero

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Intervista all’ortottista italiana Stefania Racano, che ci racconta l’importanza del contrasto Bianco e Nero nei primi mesi di vita.

 

*Stefania, raccontaci in cosa consiste il tuo lavoro: l’ortottista!

Sono un professionista sanitario che lavora in campo oftalmologico specializzato nella prevenzione, valutazione e riabilitazione dei disturbi visivi . Eseguo anche esami strumentali oculistici e valuto da un punto di vista sensoriale e motorio , la condizione e lo sviluppo del sistema visivo sin dai primi mesi di vita fino all’ età senile. A me spetta la pianificazione del trattamento di rieducazione/riabilitazione visiva di strabismo, ambliopia, astenopia (“stress visivo), diplopia (visione doppia) disprassia visiva, deficit di accomodazione, di convergenza, ipovisione (anche in quadri sindromici e neurologici); in collaborazione con altre figure professionali dell’ area medica e non solo.

*Bianco e nero: come mai è così importante nei primi mesi? Lo è anche in altri casi?

L‘apparato visivo è uno degli ultimi a maturare in fase gestionale e a concludere la sua evoluzione solo intorno ai 6/8 anni. Il bambino alla nascita possiede una scarsa visione ma ha una tendenza innata (cioè biologica) a prestare attenzione a stimoli ad alto contrasto cromatico: i primi fra tutti sono sicuramente gli occhi della madre!

La stimolazione attraverso immagini in bianco e nero favorisce lo sviluppo delle abilità visive di base quali: l‘ aggancio visivo, fissazione e focalizzazione di dettagli vicini. Queste abilità rendono consapevole il bambino della propria capacità visiva , del suo potenziale e a utilizzarla prendendo coscienza di ciò che lo circonda.

L’utilizzo di giochi/stimoli ad alto contrasto cromatico inoltre sono indicati in tutti i bambini indipendentemente dall’ età, che presentano un residuo visivo basso e quindi con ipovisione, visione fragile e attenzione labile, proprio perché sono immagini attrattive e facilmente individuabili.

Essere “visivamente attivi” aumenta i tempi di attenzione selettiva che migliorano di conseguenza quella globale. La visione infatti, viene definita il canale sensoriale d‘ eccellenza, dell’ immediatezza, perché apporta all‘individuo l‘ 80% delle informazioni utili all‘ apprendimento. Pertanto, è importante stimolare adeguatamente un bambino sin dal periodo che va dai 0 ai 6 mesi con stimoli visivi ripetuti (strisce e pois definiti “pattern”) per permettere l’ attivazione delle aree visive e le connessioni con le altre aree di sviluppo.

*Che consiglio daresti a dei neo genitori per promuovere lo sviluppo visivo dei loro bambini appena nati?

Consiglio sicuramente di esporre tranquillamente il bambino a condizione di luminosità e di preparare e allestire i luoghi dove il bambino trascorrerà la sua routine, con stimoli “pattern” ad es:

  • la culla per la nanna con paracolpi e giostrina rotante per i suoi momenti di veglia;
  • attaccare sul muro vicino al fasciatoio per il cambio pannolino semplici immagini o libri in bianco e nero (es. immagini di animali, o carte da parate);
  • creare in un angolo della casa uno spazio per il neonato con tappetone, stimoli verticalizzati appesi ad es. alla palestrina in legno e posizionare lo specchio al muro .

Un ambiente visivamente stimolante (e non confusionario) permetterà al bambino di sperimentare la sua capacità visiva da più prospettive! Vi sorprenderà constatare come il neonato, alla presentazione di tali stimoli durante i momenti di veglia, sarà attratto e partecipe!

Trovi stefania su instagram e facebook: @ste_racano_ort